9 giugno 2016

Il Manifesto di Officine Terenzio

Durante gli anni del liceo credo poter dire che la vita ha regalato a molti di noi un’adolescenza ricca, divertente, creativa, emozionante, per alcuni versi indimenticabile.
In qualche modo immagino possiamo ritenere di essere stati dei ragazzi/e fortunati.
Nel momento in cui (come direbbe Pasolini) “occorre ammettere di appartenere alla generazione dei padri anche se i figli non sono nati”, vorrei rappresentare e condividere un mio disagio.
Penso siate d’accordo sul fatto che questo mondo e questo Paese sono pieni di storture. I giainisti direbbero che “la vita è un insulto alla vita”. Da padri (madri) i nostri figli un giorno ci chiederanno cosa abbiamo fatto per cambiare questo mondo che non ci piace (la mia più grande lo ha già fatto).
Sono certo che molti di voi nel proprio piccolo sono già dei “Luigi delle Bicocche” di Caparezza, delle persone normali diventate eroi per sopravvivere alla vita di tutti i giorni e magari non hanno ragionevolmente  energie da dedicare ad altri. Qualcun altro avrà invece uno spazio nella propria vita, forse piccolo ma prezioso se sommato a quello di altri.
Visto l’attaccamento condiviso per il tempo del nostro liceo, ho lanciato l’idea di costituire l’associazione degli ex studenti del Liceo Mamiani di Roma. Con questa, raccogliere fondi e finanziare progetti di solidarietà. Progetti che utilizzino i verbi: aiutare, costruire, sostenere, donare, restaurare, conservare, supportare…
Si potrebbero raccogliere idee/progetti entro un certo periodo dell’anno e poi democraticamente votarle tra gli associati. Dopodiché finanziarli.
Io sento che è arrivato per me il momento di rispondere al richiamo della mia responsabilità generazionale.
Questo cantiere è di chi vorrà condividere questa idea.”

Giorgio Sbarigia